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La nostra coscienza civile corruzione, illegalità, malaffare, quanto siamo complici in tutto questo? Una comunità con un capitale sociale basso influenza negativamente la qualità delle istituzioni e quindi delle leggi. Il livello di fiducia dei cittadini nelle istituzioni in Italia è molto basso. Nel 2009 l'indagine svolta da Transparency International, una organizzazione non governativa che si batte contro la corruzione e per la promozione dell'etica, colloca l'Italia in una scala da o a 10 al 63° posto nella classifica mondiale, con il punteggio di 4,3. Ogni anno la corruzione costa ai nostri conti pubblici 50 miliardi di euro. La nostra classe politica: concepisce la politica come strumento per occupare posti di potere per gestire lo scambio di voti-favori e tangenti. Non ha progetti, non pensa al futuro né all'interessamento generale. Favorisce la carriera di chi è più servile e non di chi è più competente. E costa. Costa tantissimo. E nei momenti di crisi non ha neppure il pudore di vergognarsi a far pagare solo agli altri la crisi. Il sistema economico non può più sopportare questa classe politica che succhia le risorse per lo sviluppo della comunità. Solo 9 italiani su 100 pensano che i partiti possono migliorare la società civile. 30 italiani su 100 pensano invece che le associazioni ed i gruppi di volontariato possono migliorare la società. Per L'Italia, non ci sono speranze di cambiare. Il sistema dei partiti si è così radicato nei centri del potere, con un sistema clientelare basato sullo scambio di voti e favori che non ci sarà mai un cambiamento dall'alto. Nessuno dei partiti presenti, modificherà mai questo sistema. La lotta politica è per la conquista del potere, per la spartizione degli incarichi, per mantenere lo stato attuale. L'attuale struttura dei partiti è una struttura che ripete il sistema feudale e clientelare: l'appoggio politico in cambio di favori e privilegi. L'unica speranza è il cambiamento dal basso che deve partire dai cittadini, ma il cammino è lungo. |
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